Il Ponte nella storia

Elena passeggiava spesso su quello che, un tempo, era chiamato Corso Napoleone.

Durante le sue lunghe passeggiate amava raccontare ai suoi nipoti gli episodi che hanno contribuito a scrivere le pagine di storia della città, avvenuti proprio da queste parti.

Quella strada larga e comoda da percorrere fu realizzata, agli inizi del 1800, per raggiungere in maniera agevole la Reggia di Capodimonte dal centro della città.

Ma vi era un problema: l’immenso vallone della Sanità che doveva essere scavalcato per consentire la prosecuzione del corso e permettere al Re di raggiungere la Reggia e, quindi, si decidette di costruire un ponte.

Si,  stiamo parlando proprio dell’attuale Corso Amedeo di Savoia e Via Santa Teresa degli Scalzi che un tempo erano dedicate al Re francese Napoleone Bonaparte.

Elena raccontò questa storia ai suoi due nipoti immaginando le carrozze di corte che con le ruote cigolanti portavano i reali alla loro residenza di Capodimonte e attraversavano il ponte dal quale si riesce a vedere anche il Vesuvio.

Il Ponte entrato nella storia. Durante la seconda guerra mondiale i tedeschi in ritirata, sconfitti dall’insurrezione del popolo napoletano, lo minarono per eliminare un collegamento ormai diventato fondamentale per la città di Napoli. Se oggi il ponte è ancora intatto lo si deve ad un gruppo di partigiani che riuscirono ad evitare che le esplosioni delle mine tedesche facessero crollare l’enorme struttura a sei campate.

Elena ha raccontato ai suoi nipoti che la memoria storica va rispettata ed è per questo motivo che oggi il famoso Ponte della Sanità porta il nome di una delle partigiane che lo ha salvato dalla distruzione: Maddalena Cerasuolo.

Li ha portati sotto alla targa stradale che incide nel marmo il nome di una donna che ricevette la Medaglia di bronzo al valor militare, una napoletana che ha saputo difendere la propria città e che oggi merita di essere ricordata per i suoi gesti eroici.

Oggi il ponte è attraversato continuamente da centinaia e centinaia di automobili e da esso si può anche ammirare la cupola maiolicata della Basilica di Santa Maria della Sanità. Un ascensore, posto tra due campate, riesce a collegare la parte alta con il Rione Sanità dove la storia la puoi leggere passeggiando tra i vicoli.

Antonio Testa

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