Donne migranti

Eravamo quasi arrivate.

I primi raggi del sole iniziavano a farsi largo dietro quella collina laggiù. Noi stavamo navigando nella direzione opposta, verso ovest.

La mia ferita alle labbra continuava a sanguinare. Avevo ancora impressa sulla guancia sinistra il segno delle dita della grossa mano dell’uomo che stava guidando la barca.

Ero stremata, come le altre del resto e, dopo quel colpo così forte, credo di essere svenuta.

Mi risvegliai coricata sulle gambe di Michelle che mi teneva la testa e mi accarezzava i capelli proprio come faceva George, che ogni tanto dopo aver giocato con i miei capelli lasciava scivolare le dita dietro al mio collo provocandomi brividi e poi solletico.

L’ho visto due settimane fa, per l’ultima volta. A stento siamo riusciti a sfiorare le nostre labbra nel tentativo di un bacio prima che ci separassero.
Un uomo al molo << Le donne da questa parte! Gli uomini al molo 7!>>

Mi hanno spinta sulla barca piccola, piena di donne. Tutte giovani e desiderose di un’altra vita, migliore di quella da cui stavano scappando.

E invece mi ritrovai su un pezzo di legno galleggiante dove si mescolavano racconti e storie in una trama multicolore, accomunate dallo stesso destino.

Sarah << Dove ci porteranno appena sbarcate?>>

Michelle <<Non lo so>>

Sarah <<Ma sbarcheremo vero?>>

Michelle << Certo, stai tranquilla>>

Sarah <<Sai Michelle, io ho sempre desiderato avere un bambino, di quelli che gironzolano per casa, che ti cospargono il pavimento di pappine, omogenizzati e giocattoli>>

Michelle <<Sarai una madre perfetta, e magari avrai una bella femminuccia>>

Sarah << E invece io ho paura. Saremo costrette ad accettare tutto. Nessuno ci considererà più delle vere donne. Diventeremo merce di scambio>>

Michelle <<Non dire così, ti prego >>

Sarah <<Nella mia vita ho sempre lottato, anche solo per avere un misero bicchiere d’acqua. Ora mi sento come una monetina poggiata su un binario, su cui passano tanti treni che la rendono sempre più sottile, fragile, inutile…>>

Michelle << Questa è l’unica speranza di sopravvivenza che abbiamo, Sarah, e tu devi essere positiva. Sai, le monetine hanno una data e tu potrai provare ad essere una di quelle a cui viene impressa una nuova data, una nuova vita, proprio come una moneta nuova di zecca>>

Sarah << Una nuova vita? Ma a che prezzo? Quando potremo scegliere di nuovo? Quando saremo libere? Quando rivedrò il mio George? Quando potrò finalmente coronare il mio sogno di diventare madre? Quando saremo di nuovo donne?>>

A quelle domande Michelle non seppe rispondere. Ma continuava ad accarezzarmi la testa e ad asciugare le mie lacrime.

Il sole cominciava a battere un po’ più forte ed il cuore di entrambe ancora di più.

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