Generazione social
Cosa si intende oggi per “socializzare” ? Vuol dire ancora sentirsi parte di una realtà sociale? Si, ma sono cambiate le modalità. Nell’era 2.0 la parola social va sempre più a braccetto con la parola “network”. Si è sempre più lontani dai tempi dalle lunghe passeggiate con gli amici, dalle ore trascorse a chiacchierare sulle panchine del parco o dalle abitudini ormai perdute di una generazione fa. Oggi socializzare vuol dire condividere un pensiero, una foto, una notizia. In maniera digitale, è chiaro. E’ la generazione “sharing”, che preferisce scambiarsi opinioni sui social network, che sfrutta la rete per organizzare appuntamenti e poco importa se ci si vede direttamente al cinema e al massimo si scambiano due parole nell’intervallo (se il film lo prevede).
Si preferisce utilizzare la comunicazione basata sulla tastiera cioè quella che, in prima battuta, sembra semplificare le cose. Ma in questo modo si inizia a perdere l’abitudine di instaurare una conversazione reale, che segui un filo logico e che, soprattutto, non prevede il tasto per cancellare eventualmente le parole. E’ sempre più comune vedere tavoli pieni di persone alle prese con i propri smartphone: qualcuno alle prese con la condivisione della foto del proprio piatto, qualcun altro impegnato a scrivere un messaggio o a leggere le ultime notizie.
La voglia dell’essere sempre connessi e aggiornati su tutto ciò che accade, però, non appartiene solo alla generazione attuale ma anche a quella con qualche anno in più che oggi ha iniziato a familiarizzare con la tecnologia e gli strumenti che essa offre. Bisognerebbe sfruttare la tecnologia per migliorare il nostro modo di comunicare ma senza perdere l’abitudine di confrontarsi in maniera reale, come si faceva una volta.
Antonio Testa
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