Irpinia, la scossa che ha segnato la storia

Non ero ancora nato nel 1980, ma la scossa delle 19:34 del 23 Novembre di quell’anno ha lasciato un solco nella storia del Mezzogiorno. La generazione che ha vissuto quei momenti ha tramandato fino ai giorni d’oggi i ricordi di quella calda domenica sera. Si perché la gente racconta che le temperature di quella giornata erano leggermente più alte della media e qualcuno ne aveva anche approfittato per una gita fuori porta. Ma a rendere gelida quella giornata bastarono quegli interminabili secondi di un terremoto che, in circa un minuto e mezzo, rase al suolo diversi comuni dell’Irpinia. Un sisma che interessò un’area vastissima, dalla provincia di Avellino alla zona settentrionale della Basilicata, ed anche alcuni comuni della provincia salernitana. Anche Napoli non fu risparmiata. La scossa fu avvertita distintamente e molti furono i danni causati agli edifici. Ma il dramma più grande fu il ritardo dei soccorsi, come testimoniato dai giornali dell’epoca, forse anche a causa dei collegamenti interrotti con le zone colpite che resero ancor più grave la situazione, considerate anche le condizioni climatiche che non resero certo facile la vita degli sfollati. Anche a Napoli arrivò il grande freddo e, nonostante ciò, la gente dormiva per strada, negli spazi aperti, in macchina, lontana da ogni pericolo. Dopo 37 anni è giusto ricordare quella storia perché il 23 Novembre, per la Campania, e forse per un paese intero, resterà un giorno pieno di ricordi indelebili di quella domenica sera.

Antonio Testa

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